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La Comunicazione in Medicina

Tecniche di comunicazione in medicina

dall'introduzione al libro:

 Come farsi capire e... amare dai propri pazienti

P. Nucci

Ed. Lupetti 1998

 

Quante volte abbiamo sentito dire: - Bravo quel medico, peccato abbia un caratteraccio!-, oppure: - Non vado più dal mio dottore, non sa far altro che urlare!- Per troppo tempo il medico ha trascurato un aspetto fondamentale della professione: comunicare.

Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta del problema del secolo, che l'incomunicabilità è una delle più sconcertanti contraddizioni dei giorni nostri.

Nell'epoca dell'interattività è singolare che si dialoghi per ore su Internet, mentre si saluta appena il vicino di casa. Mai come in questi anni si sente parlare di solidarietà, di partecipazione, di comunione, eppure l'intolleranza e l'egoismo riempiono le cronache quotidiane.

A questo proposito, uno dei personaggi di Dostojevskij sintetizza mirabilmente questo stato d'animo: - Amo l'umanità, ma, con grande mia sorpresa, quanto più amo l'umanità in genere, tanto meno amo le singole persone, l'individuo -

 

Allo stesso modo da un'indagine eseguita, qualche anno addietro, su 1000 studenti di medicina, in varie sedi universitarie italiane, alla domanda sulle motivazioni alla base della scelta della facoltà, più del 50% aveva risposto: per aiutare gli altri. Mentre il 70% si dichiarava disponibile a recarsi nei paesi in via di sviluppo per prestare la propria opera, solo il 3% aveva svolto volontariato in Italia. Esula dagli scopi di queste righe l'approfondimento delle motivazioni filosofiche e sociologiche di queste attitudini filantropico-universale e misantropico-individuale, apparentemente incompatibili, ma certamente attuali, radicate nell'uomo moderno e forse alla base dell'incomunicabilità.

C'è un altro aspetto che è opportuno sottolineare: il medico detiene un potere assoluto ed insolito, può dettare leggi, imporne il rispetto ed insieme giudicare le trasgressioni; il più delle volte esamina fatti che rimangono misteriosi al malato, concede graziosamente parti infinitesimali della sua scienza per spiegare al sofferente i motivi del suo male e delle cure che gli somministrerà. Non stupitevi dunque, se questo antichissimo vate non è amato come vorrebbe!

 


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