|
|
Ostruzione dotto nasolacrimale
|
|
|
|
|
|
|
L'ostruzione congenita
del dotto
nasolacrimale consiste nell’occlusione, parziale o completa delle
vie di deflusso delle lacrime. Caratterizzata da frequenti episodi
di lacrimazione con o senza secrezione
mucocatarrale.
|
E' un problema molto
comune in età infantile, che tende a risolversi spontaneamente nei
primi mesi di vita.
 |
|
|
Il
primo approccio prevede
l'esecuzione di un massaggio
dall'alto in basso, nell'area del sacco nasolacrimale
(in media 5
spinte almeno 3 volte al giorno), associato ad un antibiotico
aminoglicosidico. Qualora la lacrimazione, e/o la secrezione
purulenta dovessero persistere senza remissioni per 2 mesi o con
remissioni sino ai 9-12 mesi, è indicato sottoporre il piccolo ad
una chirurgia delle vie lacrimali.
ecco un interessante
review sull'argomento pubblicato su una rivista molto importante
bmj 1997
.
|
Scopo della
chirurgia è ridurre la fuoriuscita di lacrime e la
secrezione mucopurulenta.
Esistono due possibilità
chirurgiche: Il sondaggio e l'intubazione delle vie
lacrimali |
|
|
Il
sondaggio delle vie lacrimali consiste
nell'introduzione di uno specillo smusso, attraverso i puntini
lacrimali, seguendo le vie di deflusso, sino allo sbocco del canale.
L'intervento dura alcuni minuti e può essere eseguito con una
leggera sedazione. Nella maggior parte dei casi il sondaggio è
sufficiente a risolvere il disturbo.
|
Le
complicanze del sondaggio, oltre ai noti rischi
anestesiologici, sono legate all’inefficacia del trattamento, alla
creazione di false strade, alla lacerazione dei puntini lacrimali,
ed al persistente sanguinamento dal naso. In realtà la presenza di
sangue nelle secrezioni nasali è reperto molto comune nelle prime 6
ore e non deve destare preoccupazioni. |
|
|
In quegli assistiti ove
il semplice sondaggio non dovesse ottenere il risultato sperato si
può procedere, questa volta in anestesia generale,
all'inserimento nelle vie lacrimali di tubicini di
silicone, che saranno lasciati in sede per circa 4-6
mesi. L'operazione è più impegnativa, necessita spesso della
dislocazione del turbinato inferiore, e solo di rado richiede una
seconda anestesia per rimuovere i tubicini. Anche dopo questo tipo
d’intervento è possibile che, in una piccola percentuale di
assistiti, permanga la lacrimazione, si ricorrerà in questi casi a
tecniche chirurgiche più invasive.
|
Le complicanze
dell'intubazione delle vie lacrimali sono
sovrapponibili, in più vi è la possibilità che l'assistito rimuova
involontariamente il tubicino. Quest’evenienza è nella maggior parte
dei casi risolvibile con un secondo, più breve, intervento .
|
|
Copyright (C) 2004 Eyes SCF srl. All rights
reserved. |